Nato a Cassino nel 1959 Francesco Storace, di
Alleanza Nazionale, dal 16 aprile scorso, giorno delle elezioni regionali, è il nuovo presidente della Regione
Lazio. Già deputato in questa legislatura, presidente della
Commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi e
componente del Comitato per la comunicazione e l'informazione esterna come della VII Commissione
permanente Cultura, tra i numerosi ed ambiziosi suoi progetti pone
il "riavvicinamento" ai numerosi laziali che sono
all'estero che definisce "una ricchezza da valorizzare",
per i quali individua maggiori interventi regionali, più
informazione, ma soprattutto il riconoscimento del diritto di voto.
D. La Regione Lazio è tra le Regioni con maggior
numero di emigrati. Quali iniziative intende realizzare a favore dei
suoi corregionali all'estero?
R. Innanzitutto, stiamo lavorando perché le
condizioni che hanno favorito l'emigrazione vadano via via cessando,
ma nel frattempo, è fondamentale occuparsi di coloro i quali
si trovano a vivere in altre nazioni. Già come Polo di centrodestra
abbiamo condotto, per anni, grandi battaglie per consentire il
voto, primo esercizio civile, agli italiani all'estero. Come
presidente della Regione Lazio non posso che proseguire su
questa strada, intimamente convinto che il nostro patrimonio di
italianità sia una ricchezza, umana prima di tutto, da valorizzare.
In questo senso stiamo attivando una serie di iniziative che
riportino Roma e il Lazio ad essere non solo polo di attrazione del
bacino del Mediterraneo, ma vadano a rappresentare un punto di
riferimento per i nostri concittadini all'estero. E
contemporaneamente, bisognerà attivare tutta quella serie di
contatti necessari a riportare chi vive fuori dai confini nazionali
a reinteressarsi della regione d'origine e delle sue tradizioni
culturali.
D. Cosa pensa dell'attuale legge regionale
sull'emigrazione. Secondo lei, è uno strumento efficiente o va
rivisto e perfezionato?
R. La legge regionale sull'emigrazione, la
68/91, rappresenta solamente un primo punto da cui partire. Occorre
prevedere finanziamenti più consistenti, perfezionando anche alcune
parti dell'impianto normativo.
D. Quali interventi pensa di proporre sul fronte
della promozione della lingua e della cultura italiana all'estero?
R. Esistono numerose occasioni per promuovere la lingua e la
cultura italiana all'estero. Purtroppo, queste occasioni non sempre
sono state utilizzate al meglio. E' quasi superfluo ricordare la
grande quantità di tesori d'arte di ogni genere che fanno della
nostra regione uno dei poli di attrazione turistica in tutto il
mondo. Tuttavia, la cultura italiana non può essere vista solo in
funzione di un turismo approssimativo, che fugacemente, passa e se
ne va. Basti considerare, a questo proposito, che i tempi medi di
permanenza di un turista a Roma si aggirano intorno ai due giorni e
mezzo. Ebbene, questo è un indice di quanto scarsa sia stata
l'attenzione delle amministrazioni pubbliche ad un aspetto della
nostra vita quotidiana che rappresenta senza dubbio anche una
risorsa in termini economici. Se è vitale, quindi, da un
punto di vista economico il cosiddetto turismo " di
ritorno", vale a dire quello degli italiani residenti oltre
confine, è altrettanto vitale "esportare" la nostra
cultura all'estero. E qui, non intendo solamente le opere d'arte, le
pale d'altare o le sculture, ma anche quella parte della cultura che
spesso tendiamo a sottovalutare: i prodotti tipici,
l'artigianato, e via dicendo. Per quanto riguarda la lingua, infine,
sarà nostra cura rafforzare i rapporti con gli Istituti di cultura
italiana all'estero e, soprattutto, con le associazioni dei laziali
residenti fuori Italia. A fianco a queste iniziative, stiamo
progettando una pagina del sito Internet della Regione dedicata ai
nostri corregionali all'estero e un bollettino di informazione da
diffondere attraverso ambasciate, consolati e associazioni.
D. Dall'ultima Conferenza dei laziali nel mondo, del
giugno dello scorso anno, i pochi giovani presenti hanno fatto delle
richieste precise. Cosa pensa di organizzare qualcosa di innovativo,
di incentivare il numero delle borse di studio e degli scambi
giovanili?
R. Le borse di studio e gli scambi
rappresentano una risorsa primaria sotto vari aspetti: innanzitutto
consentono di tenere viva, nella memoria dei giovani, la presenza
delle radici culturali. In secondo luogo consentono a noi di
apprendere da loro, ampliando le nostre conoscenze sotto tutti gli
aspetti, dalle abitudini di vita alla loro cultura, nuova e diversa
rispetto alla nostra. Certamente, compatibilmente con le risorse
finanziarie a nostra disposizione faremo tutto quanto sarà
possibile per ampliare e incentivare l'utilizzo di questi strumenti.
D. Gli anziani. Molti di quelli che vivono
all'estero si trovano in situazioni disagiate, tra questi ci saranno
anche alcuni laziali. Per molti, la condizione economica non
permette di rientrare in Regione pur volendolo. Si possono
ipotizzare aiuti regionali in loro favore?
R. Anche per questo aspetto dell'emigrazione occorrerà fare
riferimento ai fondi disponibili. Posso tuttavia affermare che sarà
cura di questa amministrazione intervenire nella maniera più
incisiva affinché vengano superate queste situazioni di disagio.
D. Come intende incentivare i rapporti con i laziali
all'estero?
R. Credo che sia indispensabile una buona e
corretta informazione. Ecco perché pensiamo di utilizzare al meglio
lo strumento telematico. La pagina Internet a cui affiancheremo il
bollettino di informazione. Tra l'altro, stiamo lavorando per
arrivare ad un accordo con Rai International, la struttura del
servizio pubblico radiotelevisivo via satellite dedicata agli
italiani all'estero, per una serie di programmi sul Lazio. Con Rai
International pensiamo di avviare una collaborazione stretta e
proficua. Abbiamo, inoltre, allo studio un incremento della
partecipazione della Regione Lazio a fiere, convegni e incontri su
questi temi. Infine, crediamo di poter mantenere vivo il legame fra
il Lazio e i laziali all'estero attraverso i rapporti, ci auguriamo
sempre più intensi, con le loro associazioni e i loro club.
D. Cosa pensa delle iniziative parlamentari sul voto
per gli italiani all'estero? Crede che si riesca in questa
impresa già per le politiche del 2001?
R. Non posso, a questo proposito, non
ricordare che alla Camera dei deputati vi è una persona che proprio
del voto agli italiani all'estero ha fatto la bandiera di
tutta la sua vita di battaglie politiche. Mi riferisco, ovviamente,
a Mirko Tremaglia. Ebbene, non posso che essere insoddisfatto di
come le cose stiano andando: è una questione di civiltà e di
democrazia consentire ai nostri connazionali all'estero l'esercizio
del diritto di voto. Quanto, in questi anni, ma dovrei dire decenni,
è avvenuto per impedire ai nostri concittadini all'estero di votare
è una cosa indegna per un Paese che si professa democratico. Spero
che per le Politiche del 2001 si giunga, finalmente, ad una
soluzione, ma purtroppo, temo che l'attuale maggioranza in
Parlamento sia talmente presa da questioni di premiership e
quant'altro che, per l'ennesima volta, ci propinerà un nuovo
rinvio.
D. Presidente, Lei ha parlato dell'importanza di
ripristinare i contatti con i Laziali all'estero perché?
R. Si tratta di un patrimonio culturale e nazionale di
inestimabile valore, di compatrioti che amano l'Italia. Ora, con la
Legge sul voto degli Italiani all'estero, abbiamo il dovere
morale e politico di incrementare i rapporti con i nostri
connazionali all'estero. Non solo, dobbiamo anche stanziare fondi
per le Comunità italiane all'estero, in modo da finanziare
incontri, Borse di Studio e sostenere le associazioni che promuovono
scambi culturali con i nostri connazionali che vivono in altri
Paesi. Il rapporto con gli italiani che hanno onorato l'Italia nel
mondo va mantenuto vivo.
D. Chi ha la Delega all'Emigrazione tra gli Assessori della Giunta?
R. L' Assessore Anna Teresa Formisano ha la delega per occuparsi di questo tema, ma io
non vedo le deleghe come un'esclusiva di questo o
quell'Assessore. Questa è una squadra che tutta insieme fa politica
e fissa gli obiettivi. Questa Regione deve darsi da fare, con
impegno e passione, su questi temi, perché dobbiamo favorire anche
il turismo di ritorno.
D. In che modo la Regione intende ripristinare i contatti con le Comunità di Italiani all'estero?
R. Innanzitutto andandoci, ma per le date dobbiamo
metterci al lavoro. Siamo arrivati ora e dobbiamo sviluppare un
piano concreto di sostegno a quelle iniziative che affermino
anche la cultura nazionale nel mondo.