Forum
sull' Europa in Svizzera: «L'allargamento è una riunificazione»
07 settembre 2002 (Corriere della Sera)
Fini: «Europa federazione e non super-stato» Il vicepremier sul futuro dell'Ue. «Non sarà un
quadro ma un mosaico
dove ogni tessera rappresenta ogni cultura»
YVERDON-LES-BAINS - «La nuova Unione europea non sará un super-Stato,
ma una federazione di Stati che salverá le singole identitá nazionali».
E' questo il nucleo centrale del discorso tenuto oggi in Svizzera da
Gianfranco Fini intervenuto al forum «Voci d'Europa», organizzato dal
governo svizzero. Una posizione che sarebbe anche quella adottata dalla
Convenzione che si sta occupando del riassetto istituzionale
dell'Unione, di cui il leader di AN è membro per l'Italia. Un concetto
che ha voluto chiarire anche con una metafora "pittorica" «L'Europa
di domani non sarà un quadro - ha detto Fini - ma un mosaico dove ogni
tessera rappresenta ogni cultura, ogni identità nazionale»
SOVRANITA' IN COMUNE - Il vicepremier ha quindi voluto sconfessare
coloro che temono che l'Europa soffochi le identità e culture,
sottolineando come chi entra nell'Unione «non perde una quota di
sovranità, ma invece mette in comune la sovranità». Il che sarebbe
ormai una necessità, perchè riguardo ad alcune questioni cruciali gli
stati non possono più pensare, in un contesto di globalizzazione, di
difendere i loro cittadini da soli. Materie come la politica estera, la
sicurezza e della difesa devono essere «affrontate in sede europea».
UNA SOLA VOCE - Inevitabile a questo punto un riferimento il problema
della debolezza politica e decisionale dell'Unione al di là e oltre
l'unità monetaria. Fini ha voluto ribadire con forza che l'Europa deve
ora puntare ad un'unione politica, che significherebbe finalmente poter
«garantire la pace nei propri confini e farlo con un ruolo da
protagonista». Un' Europa quindi che si eprima con una sola voce a
livello internazionale, e che faccia sentire il proprio peso perché «non
è più possibile che un solo Stato si occupi della sicurezza di tutto
il mondo».
RIUNIFICAZIONE NON ALLARGAMENTO - Presenti all'incontro anche molti
ospiti e delegazioni dei paesi dell'Est. A loro Fini si è rivolto
commentando un filmato precedentemente trasmesso intitolato «Lettere
dall'Est» sulla realtá degli stati post-comunisti.«Non mi piace
parlare di allargamento dell'Europa all'Est europeo - ha spiegato -
Preferisco usare il termine riunificazione, perchè Roma, Madrid e
Parigi, sono Europa ma lo sono esattamente Praga, Budapest e Varsavia» . Un segnale
positivo in vista dell'imminente processo che vedrà l'ingresso degli
stati orientali nell'Unione che «caduti i muri e l'ideologia - ha
sottolineato- torna ad essere una casa comune».
I no global cERCANO LO SCONTRO A
BERNA
Violenta contestazione con lanci di oggetti all'uscita dal palazzo
presidenziale.
BERNA - Violenta
contestazione dei no-global a Berna in occasione della visita
ufficiale di Gianfranco Fini che ha incontrato oggi il vicepresidente
della confederazione elvetica Pascal Couchepin. All'esterno della sede
governativa dedicata ad incontri diplomatici si sono radunati una
sessantina di black block per la maggior parte con i volti coperti da
passamontagna. Fronteggiati dalla polizia elvetica in tenuta
antisommossa, hanno gridato slogan contro «Fini fascista» lanciando
uova e oggetti vari. Subito dopo i manifestanti si sono disposti per
bloccare entrambe le uscite carrabili dell'edificio. Per una mezz'ora
Fini e Couchepin sono rimasti in auto in attesa che la strada si fosse
liberata ma la loro presenza ha reso più accesi gli animi. Sono
aumentati i lanci di uova e pomodori contro le auto, e dopo che la
polizia ha reagito con i lacrimogeni, è partita un pioggia di
sanpietrini che ha danneggiato alcune macchine in sosta. I poliziotti
hanno comunque raggiunto il loro scopo. I gas hanno infatti creato
scompiglio e sono riusciti a spostare le transenne, liberando le auto
presidenziali che sono partite sgommando. Durante la protesta i
manifestanti hanno distribuito dei volantini, in cui si spiegava il
motivo della contestazione. L'accusa a Fini è quella di aver protetto i
poliziotti che hanno attaccato i manifestanti in occasione del G8 di
Genova nel luglio 2001. L'unico risultato della vibrante protesta è
stato il lieve ritardo con cui il vicepremier è arrivato all'ambasciata
italiana, dove ha incontrato il personale diplomatico e i
rappresentanti della comunità italiana. Avvicinato dai cronisti l'unico
commento sull'accaduto è stato «La migliore risposta è l'indifferenza».
Dopodiché un incontro a sorpresa di Fini con Emanuele Filiberto di
Savoia all'aeroporto di Berna. Emanuele Filiberto, sapendo della
presenza del vice premier in Svizzera, ha voluto incontrarlo poco prima
che salisse sull'aereo per volare in Italia. Ha ringraziato Fini e il
governo per il sì del Parlamento al rientro dei Savoia. «Era giusto
moralmente, politicamente necessario, storicamente doveroso», ha detto
Fini. Emanuele Filiberto ha detto: «Sono pronto a giurare fedeltà alla
Costituzione italiana, anche se nessuno me lo ha chiesto». Una battuta
del vice premier: «Vuol salire in aereo?» «Magari...non so se posso,
ma manca poco...», ha risposto Emanuele Filiberto, il quale si è
augurato di rivedere presto Fini in Italia, invitandolo in visita, nel
frattempo, all'isola di Cavallo. «Mi saluti suo padre, con il quale
condividiamo la stessa passione, l'immersione subacquea», ha detto
ancora il vice premier stringendo la mano al giovane Savoia.