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VISITA DI STATO IN SVIZZERA DEL VICE PREMIER ON. GIANFRANCO FINI,
«Europa federazione e non super-stato»
   all'ambasciata italiana, ha incontrato il personale
 diplomatico e i rappresentanti della comunità italiana.


FOTO DELL`INCONTRO ALL`AMBASCIATA D`ITALIA A BERNA
FOTO I No global cERCANO LO SCONTRO A BERNA
ARTICOLO DEL SECOLO D`ITALIA (Adobe Acrobat)



















































Forum sull' Europa in Svizzera: «L'allargamento è una riunificazione»

07 settembre 2002 (Corriere della Sera)
Fini: «Europa federazione e non super-stato» Il vicepremier sul futuro dell'Ue. «Non sarà un quadro ma un mosaico dove ogni tessera rappresenta ogni cultura»

YVERDON-LES-BAINS - «La nuova Unione europea non sará un super-Stato, ma una federazione di Stati che salverá le singole identitá nazionali». E' questo il nucleo centrale del discorso tenuto oggi in Svizzera da Gianfranco Fini intervenuto al forum «Voci d'Europa», organizzato dal governo svizzero. Una posizione che sarebbe anche quella adottata dalla Convenzione che si sta occupando del riassetto istituzionale dell'Unione, di cui il leader di AN è membro per l'Italia. Un concetto che ha voluto chiarire anche con una metafora "pittorica" «L'Europa di domani non sarà un quadro - ha detto Fini - ma un mosaico dove ogni tessera rappresenta ogni cultura, ogni identità nazionale»
SOVRANITA' IN COMUNE - Il vicepremier ha quindi voluto sconfessare coloro che temono che l'Europa soffochi le identità e culture, sottolineando come chi entra nell'Unione «non perde una quota di sovranità, ma invece mette in comune la sovranità». Il che sarebbe ormai una necessità, perchè riguardo ad alcune questioni cruciali gli stati non possono più pensare, in un contesto di globalizzazione, di difendere i loro cittadini da soli. Materie come la politica estera, la sicurezza e della difesa devono essere «affrontate in sede europea».
UNA SOLA VOCE - Inevitabile a questo punto un riferimento il problema della debolezza politica e decisionale dell'Unione al di là e oltre l'unità monetaria. Fini ha voluto ribadire con forza che l'Europa deve ora puntare ad un'unione politica, che significherebbe finalmente poter «garantire la pace nei propri confini e farlo con un ruolo da protagonista». Un' Europa quindi che si eprima con una sola voce a livello internazionale, e che faccia sentire il proprio peso perché «non è più possibile che un solo Stato si occupi della sicurezza di tutto il mondo».
RIUNIFICAZIONE NON ALLARGAMENTO - Presenti all'incontro anche molti ospiti e delegazioni dei paesi dell'Est. A loro Fini si è rivolto commentando un filmato precedentemente trasmesso intitolato «Lettere dall'Est» sulla realtá degli stati post-comunisti.«Non mi piace parlare di allargamento dell'Europa all'Est europeo - ha spiegato - Preferisco usare il termine riunificazione, perchè Roma, Madrid e Parigi, sono Europa ma lo sono esattamente Praga, Budapest e Varsavia» . Un segnale positivo in vista dell'imminente processo che vedrà l'ingresso degli stati orientali nell'Unione che «caduti i muri e l'ideologia - ha sottolineato- torna ad essere una casa comune».
I no global cERCANO LO SCONTRO A BERNA
Violenta contestazione con lanci di oggetti all'uscita dal palazzo presidenziale.
BERNA - Violenta contestazione dei no-global a Berna in occasione della visita ufficiale di Gianfranco Fini che ha incontrato oggi il vicepresidente della confederazione elvetica Pascal Couchepin. All'esterno della sede governativa dedicata ad incontri diplomatici si sono radunati una sessantina di black block per la maggior parte con i volti coperti da passamontagna. Fronteggiati dalla polizia elvetica in tenuta antisommossa, hanno gridato slogan contro «Fini fascista» lanciando uova e oggetti vari. Subito dopo i manifestanti si sono disposti per bloccare entrambe le uscite carrabili dell'edificio. Per una mezz'ora Fini e Couchepin sono rimasti in auto in attesa che la strada si fosse liberata ma la loro presenza ha reso più accesi gli animi. Sono aumentati i lanci di uova e pomodori contro le auto, e dopo che la polizia ha reagito con i lacrimogeni, è partita un pioggia di sanpietrini che ha danneggiato alcune macchine in sosta. I poliziotti hanno comunque raggiunto il loro scopo. I gas hanno infatti creato scompiglio e sono riusciti a spostare le transenne, liberando le auto presidenziali che sono partite sgommando. Durante la protesta i manifestanti hanno distribuito dei volantini, in cui si spiegava il motivo della contestazione. L'accusa a Fini è quella di aver protetto i poliziotti che hanno attaccato i manifestanti in occasione del G8 di Genova nel luglio 2001. L'unico risultato della vibrante protesta è stato il lieve ritardo con cui il vicepremier è arrivato all'ambasciata italiana, dove ha incontrato il personale diplomatico e i rappresentanti della comunità italiana. Avvicinato dai cronisti l'unico commento sull'accaduto è stato «La migliore risposta è l'indifferenza». Dopodiché un incontro a sorpresa di Fini con Emanuele Filiberto di Savoia all'aeroporto di Berna. Emanuele Filiberto, sapendo della presenza del vice premier in Svizzera, ha voluto incontrarlo poco prima che salisse sull'aereo per volare in Italia. Ha ringraziato Fini e il governo per il sì del Parlamento al rientro dei Savoia. «Era giusto moralmente, politicamente necessario, storicamente doveroso», ha detto Fini. Emanuele Filiberto ha detto: «Sono pronto a giurare fedeltà alla Costituzione italiana, anche se nessuno me lo ha chiesto». Una battuta del vice premier: «Vuol salire in aereo?» «Magari...non so se posso, ma manca poco...», ha risposto Emanuele Filiberto, il quale si è augurato di rivedere presto Fini in Italia, invitandolo in visita, nel frattempo, all'isola di Cavallo. «Mi saluti suo padre, con il quale condividiamo la stessa passione, l'immersione subacquea», ha detto ancora il vice premier stringendo la mano al giovane Savoia.