Storia
del C.T.I.M.Fin dalla sua costituzione nel 1968, il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM) si è sempre distinto per il suo impegno a favore degli Italiani che vivono fuori dai confini della Madrepatria. Tale impegno si iscrive nel quadro della battaglia decennale della Destra Italiana per il riconoscimento dei diritti degli Italiani all'estero, primo fra tutti l'esercizio del voto in loco, battaglia condotta egregiamente in Parlamento dall'On. Mirko Tremaglia, Segretario Generale del CTIM. Tra le importanti conquiste a cui ha portato questa battaglia ricordiamo il censimento degli Italiani nel mondo e l'istituzione dell'Anagrafe degli Italiani all'Estero (AIRE). Se gli Italiani nel mondo ora esistono ufficialmente per lo Stato Italiano - e se in un prossimo futuro potranno finalmente eleggere i loro rappresentanti in Parlamento - è solo grazie all'impegno decennale del CTIM e dell'On. Mirko Tremaglia. Il CTIM è presente con una rete capillare di Delegazioni, Federazioni e Circoli in varie regioni d'Italia e in molti paesi del mondo.
PER UNA CONCRETA POLITICA |
PER GLI ITALIANI NEL MONDO |
Vi è un popolo Italiano che
vive e opera oltre i confini della Patria: sono gli Italiani all'estero,
calcolati in 5 milioni di cittadini,
chelavorano
in Europa, in Africa, nelle Americhe, in Australia.
Vi sono poi circa 60 milioni di oriundi di origine Italiana, così
conteggiati nelle stime del nostro Ministero degli Esteri; una
potenzialità immensa, totalmente dimenticata e persino
discriminata fino ad ora.
L'Italia non ha capito nei 40 anni trascorsi cosa doveva fare per
avere con i propri cittadini all'estero legami e rapporti più
stretti e più intensi, dai quali poter trarre sviluppo economico,
progresso civile e nuovi rapporti internazionali.
Intendiamo fare oggi una scelta storica facendo divenire "produttiva"
nel circuito nazionale ed internazionale questa presenza sino ad
oggi sommersa. Il rapporto con gli Italiani all'estero è
essenziale per il nostro processo di internazionalizzazione.
Abbiamo sollecitato imprenditori piccoli e grandi e strutture di
intervento centrali e periferiche ad impegnarsi nel favorire la
nostra azione nei vari paesi del mondo, ma ci siamo dimenticati
che, almeno da cento anni, quasi totalmente ignorati, vi sono in
quei paesi attivi milioni di Italiani.
Questa importanza socio-economica va riconosciuta nelle sue
diverse forme di impegno e di rappresentanza.
Il nostro unico "fattore di forza" internazionale è
rappresentato dalle nostre comunità all'estero, con un grande
ritorno economico e politico per la Madrepatria.
È indispensabile una politica per gli Italiani all'estro che
veda il coinvolgimento di tutti gli organismi preposti all'emigrazione.
Una necessaria intesa tra il CGIE (Consiglio
Generale degli italiani all'Estero) e i COMITES (Comitati degli
Italiani all'Estero) e le associazioni, che indubbiamente
svolgono un ruolo ed una funzione essenziale per le nostre
comunità all'estero, è il presupposto per un modo diverso e più
incisivo di affrontare le problematiche connesse all'emigrazione.
Una politica per i diritti. Non più ingiustizie e
discriminazioni; in attuazione della Costituzione per la
concessione, nell'immediato, dell'esercizio del diritto di voto
all'estero, sia per l'elettorato attivo che passivo, dopo un
ostruzionismo parlamentare durato oltre 30 anni.
Non dimentichiamo che l'Italia è l'unico paese civile al mondo
che non dà il voto ai propri residenti all'estero.
Una politica per l'informazione. Occorre coordinare
e agevolare le centinaia di stazioni radio e televisive di lingua
Italiana esistenti all'estero e la Divisione Esteri della RAI.
Una politica culturale. Dare forza alla "Società
Dante Alighieri" nella diffusione della nostra lingua,
unitamente alle iniziative più generali attraverso i nostri
Istituti di Cultura, alle scuole italiane, ai corsi scolastici e
alle manifestazioni artistiche.
Una politica economica. Promuovendo lo sviluppo
della cooperazione con la partecipazione dei nostri connazionali
che sono stati fino ad oggi estromessi.
Una politica di appoggio e di intervento a favore
delle migliaia di associazioni di Italiani e di oriundi e dei
nostri operatori nei commerci, nel "made in Italy"; per
procedere di comune intesa cin i rappresentanti delle categorie
economiche, delle libere professioni, dei magistrati, dei
parlamentari e degli uomini di governo di origine Italiana, per
nuove e più vaste influenze ed accordi nei rapporti
internazionali.
In particolare vi è la opportunità e la possibilità di
incidere profondamente anche nella politica estera, attraverso le
nostre comunità, per costituire un grande ponte politico ed
economico tra Europa e America Latina.
Questo è il messaggio forte per associare nel grande progetto di
rinnovamento tutti gli Italiani. È una impostazione unica e di
valore eccezionale; per quelli che vivono in mezzo a noi e per
quanti risiedono nei vari continenti, ma che per la prima volta
diventano unità e partecipi nelle decisioni della politica
nazionale.
QUALI SCOPI E QUALI FINALITÀ |
( Estratto dello Statuto del CTIM ) |
Art. 2 Il
CTIM
è una libera associazione di lavoratori Italiani residenti in
Patria ed emigrati all'estero e di cittadini di origine
Italiana. Non si prefigge alcun fine di lucro.
Art.
3 Il CTIM ha come scopo il
rafforzamento dei legami fra le varie comunità Italiane nel
mondo e la Madrepatria, persegue finipatriottici, morali,
culturali ed assistenziali rendendosi portavoce delle esigenze
dei nostri connazionali, tutelandone gli interessi,
prospettando adeguate soluzioni dei loro problemi, promuovendo
iniziative parlamentari e di altra natura a tutela dei nostri
emigrati e delle loro famiglie in Italia e all'estero.
In particolare il Comitato si propone:
a) di dare giusta soluzione all'esercizio del
diritto di voto all'estero;
b) di svolgere attiva opera di difesa degli
interessi delle nostre collettività, del loro patrimonio storico,
culturale e linguistico;
c) di tutelare la dignità del lavoro e il buon
nome degli Italiani all'estero;
d) di battersi per la parità di trattamento,
per risolvere il problema degli alloggi, della scuola, della
qualificazione professionale,
della tutela previdenziale e per l'assistenza malattia dove
questi problemi sono ancora insoluti;
e) di operare con ogni possibile mezzo per l'unità
politica ed economica dell'Europa, nella riscoperta del comune
denominatore
rappresentato dalla sua civiltà millenaria nel rispetto delle
culture nazionali, per la libera circolazione delle persone e
delle idee,per l'elezione diretta del Parlamento Europeo.
A tal fine viene creato il centro Studi Europei del CTIM.
Inoltre di allestire biblioteche, organizzare manifestazioni
culturali e sportive, tenere riunioni, conferenze, dibattiti e
allacciare
rapporti con altre associazioni di emigrati Italiani.
Il CTIM nel quadro di queste
finalità promuoverà anche in Patria idonee iniziative per far
conoscere e risolvere i gravi problemi
degli Italiani sparsi per il mondo.
Art. 3 L'attività del CTIM si ispira a liberi
principi, nel rispetto delle leggi del Paese ospite,
affermando l'uguaglianza dei diritti per i nostri connazionali, e
auspicando l'unità degli Italiani.